RaspberryPI su PC! È possibile!!

RaspberryPI Logo

RaspberryPIRaspberryPI, ormai diventato famosissimo tra gli smanettoni di tutto il mondo, è un PC di dimensioni molto contenute che può fare molteplici operazioni grazie al sistema operativo libero Linux e alle varie espansioni hardware disponibili sul mercato.

Molti hanno comprato da subito questa piccola schedina elettronica, altri, come me, ancora no.

Da qualche giorno è disponibile il sistema operativo nativo di RaspberryPI, Raspbian, anche per PC x86!! Vediamone le caratteristiche.

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Vi avanza un vecchio cellulare o una chiavetta internet? Mandateci gli SMS!!

Sempre con lo scopo principale di non buttare via nulla di ciò che non si usa più, in pieno spirito degli utenti Linux che possono usare vecchio hardware per fare la maggior parte delle comuni operazioni che con Windows non è più possibile fare, ecco come utilizzare un vecchio cellulare, con porta USB e funzione modem, o una vecchia chiavetta Internet USB.

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Chiavette UMTS & Linux

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OCULUS.IT

Non tutti sanno che Linux è già predisposto per funzionare con la maggior parte delle ormai famose chiavette UMTS vendute, o date in comodato, dai providers della telefonia mobile.

Ubuntu 8.10, ad esempio, funziona con la chiavetta della TIM ONDA MT505UP e con la chiavetta della TRE – HUAWEI E156G. Leggi tutto “Chiavette UMTS & Linux”

Ubuntu 8.10 – Utilizzarlo da disco esterno USB

Quante volte ci piacerebbe fare come alcuni utenti MAC OS X che si portano dietro il proprio sistema operativo su disco esterno bootabile per lavorare a casa come in ufficio? Forse mai!! Da oggi, comunque, è possibile con Ubuntu 8.10.

Installazione su Chiavette USB

Da questa versione, Ubuntu, include una utility molto interessante che permette l’installazione del sistema operativo su chiavette USB. Purtroppo, tale utility, non lo permette sui dischi esterni USB che sono solitamente molto più capienti. Questa modalità è molto utile per installare il sistema operativo su computer non provvisti di lettore CD come ad esempio gli Asus eeePC.

Vediamo in dettaglio l’installazione su chiave USB. Cosa serve:

  • Ubuntu 8.10 CD (da scaricare e da masterizzare su un CD)
  • Una chiavetta USB da almeno 1Giga da poter cancellare
  • Un PC avviabile da porta USB (vedere nel BIOS l’ordine di partenza delle periferiche)

Inseriamo il CD di Ubuntu 8.10 nel lettore e riavviamo il PC in modalità LIVE, ovvero quella modalità che ci permette di provare la distribuzione senza dover installare nulla sul disco fisso.

Una volta avviato posizioniamoci sul menu Sistema / Amministrazione / Create a USB startup disk. Nella finestra che apparirà bisogna selezionare la sorgente di installazione (di solito il nostro CD-ROM o, in alternativa, un file ISO del CD-ROM stesso) e la chiavetta USB da usare. Fare molta attenzione nella scelta del dispositivo di destinazione perché tutti i dati verranno cancellati.

A questo punto si può scegliere di utilizzare lo spazio rimanente della chiavetta per mantenere i dati di configurazione del nostro sistema oppure di perdere le eventuali personalizzazioni alla chiusura. Scegliendo la prima opzione sarà possibile determinare la quantità di memoria che utilizzeremo per la memorizzazione dei dati.

Un semplice click sul tasto Make startup disk e entro pochi minuti sarà possibile avviare Ubuntu da chiave USB.

I pregi di questo tipo di installazione sono numerosi: maggiore velocità di esecuzione rispetto ad una distribuzione LIVE-CD, maggiore portabilità dato il ridotto ingombro di una chiavetta rispetto ad un CD, funzionalità LIVE con parametri personalizzati che permette di avere a disposizione un sistema operativo in modalità LIVE con le nostre impostazioni personalizzate, dal più banale sfondo del desktop alla configurazione delle impostazioni di rete wireless.

I difetti di questo tipo di installazione sono invece: minore utilizzo su vecchi PC dato che il BOOT da USB non sempre si trova facilmente sui computer vecchi, e per vecchi intendo anche di uno o due anni fa, poco spazio per le impostazioni personalizzate dato che comunque per ora le chiavette non superano i 16 Giga e che comunque il tipo di formattazione FAT16 della chiavetta non permette partizioni più grandi di 4 giga!

Installazione su disco esterno USB

Questa modalità è riservata ad UTENTI ESPERTI in quanto è molto facile incorrere in errori che comportano perdite di dati sui dischi fissi presenti sul PC.

SE NON SEI UN UTENTE ESPERTO, PER FAVORE, USA LA PROCEDURA GUIDATA PER LA CHIAVETTA E NON QUESTA GUIDA!!
Gli autori della guida originale in inglese non hanno dato l’autorizzazione alla traduzione del loro operato quindi mi limito a linkare il loro sito pendrivelinux.com (http://www.pendrivelinux.com/2008/10/15/ubuntu-810-persistent-flash-drive-install-from-live-cd/) dove tutto è spiegato in maniera molto semplice.

Come sempre dobbiamo dotarci di:

  • Disco di Ubuntu 8.10 con il quale fare il boot in modalità LIVE
  • Un disco esterno superiore ai 2 Giga (per dischi fino a 4 Giga consiglio l’installazione automatica)
  • Capacità di usare l’interfaccia a riga di comando
  • Un PC avviabile da porta USB (vedere nel BIOS l’ordine di partenza delle periferiche)

I pregi di questo tipo di installazione sono numerosi: maggiore velocità di esecuzione rispetto ad una distribuzione LIVE-CD e anche rispetto ad una LIVE-USB vista prima, funzionalità LIVE con parametri personalizzati che permette di avere a disposizione un sistema operativo in modalità LIVE con le nostre impostazioni personalizzate, dal più banale sfondo del desktop alla configurazione delle impostazioni di rete wireless, ovunque come a casa è l’impressione che si ha utilizzando un computer diverso dal solito pur mantenendo l’interfaccia alla quale siamo abituati a casa!!

I difetti di questo tipo di installazione sono invece: minore utilizzo su vecchi PC dato che il BOOT da USB non sempre si trova facilmente sui computer vecchi, e per vecchi intendo anche di uno o due anni fa, ingombro maggiore rispetto alla chiavetta USB o ad un Live CD… ma i pregi sicuramente passano sopra a questo inconveniente!!

Wireless Facile

Breve guida all’uso del wireless su linux… senza applicazioni grafiche inutili!!

Cosa serve per vivere bene con il wireless su linux? Pochissimi strumenti disponibili in tutte le distribuzioni:

  • Una scheda wi-fi
  • I drivers per windows (i relativi files .inf e .sys)
  • Il pacchetto ndiswrapper precompilato o in alternativa il pacchetto in codice sorgente e il compilatore C.
  • Le utility iwlist, iwconfig e dhclient.

Le utility possono essere scaricate direttamente dalle distribuzioni (ho provato sia su Ubuntu che su SuSE e le ho trovate), i drivers si trovano nei cd-rom delle schede wireless e ndiswrapper si trova tranquillamente in Ubuntu e va ricompilato su SuSE. Il codice sorgente di ndiswrapper è scaricabile dal sito ufficiale (http://ndiswrapper.sourceforge.net/).

Compilare ndiswrapper

Se non è possibile installare un binario precompilato di ndiswrapper bisogna scaricarlo dal sito ufficiale (http://ndiswrapper.sourceforge.net/) e scompattarlo.

Una volta scompattato basterà ricompilarlo (da terminale) con:

make

e installarlo con

su
make install

oppure con

sudo make install

Installare i drivers

Trovare nel cd di installazione della periferica wi-fi la cartella che contiene i drivers. Entrare in quella cartella da terminale e digitare:

ndiswrapper -i nomefile.inf

se non viene riscontrato alcun errore è possibile continuare con i comandi:

ndiswrapper -m
ndiswrapper -mi
ndiswrapper -ma

A questo punto i drivers sono installati.

Verificare il funzionamento della periferica

Tutte queste operazioni vanno fatte da terminale come utente root. Nel caso di SuSE digitare su per diventare superutente oppure, se si utilizza Ubuntu, digitare la parola sudo prima dei comandi che mostrerò in questo paragrafo.

Inserire la periferica (se USB o PCMCIA altrimenti spegnere il PC e inserire la card PCI) e verificare che funzioni correttamente provando a ricercare una rete wifi disponibile con il comando:

iwconfig

questo comando mostrerà tutte le interfacce di rete evidenziando in modo particolare quelle wifi. In questo caso troviamo che la nostra scheda si chiama wlan.

iwlist wlan0 scanning

(attenzione: sarà wlan0 la prima scheda installata, wlan1 l’eventuale seconda scheda e così via)

Se si riesce a trovare uno o più punti di accesso apparirà un risultato di questo tipo:

wlan0     Scan completed :
          Cell 01 - Address: XX:XX:XX:XX:XX:XX
                    ESSID:"NOME_RETE"
                    Protocol:IEEE 802.11g
                    Mode:Managed
                    Frequency:2.437 GHz (Channel 6)
                    Quality:75/100  Signal level:-48 dBm  Noise level:-96 dBm
                    Encryption key:off
                    Bit Rates:1 Mb/s; 2 Mb/s; 5.5 Mb/s; 11 Mb/s; 22 Mb/s
                              6 Mb/s; 9 Mb/s; 12 Mb/s; 18 Mb/s; 24 Mb/s
                              36 Mb/s; 48 Mb/s; 54 Mb/s
                    Extra:bcn_int=200
                    Extra:atim=0

A questo punto si evidenzia che il nome della rete è nella riga che inizia con ESSID e che questa rete non è protetta con WEP o WPA nella riga Encryption key:off.

Per collegarsi a questa rete basterà configuarla con:

iwconfig wlan0 essid "NOME_RETE"

e per ottenere un IP tramite dhcp digitare:

dhclient wlan0

Nel caso in cui invece non ci fosse un server DHCP in funzione si potrà assegnare manualmente un numero di IP della sottorete con il comando:

ifconfig wlan0 xxx.xxx.xxx.xxx

E’ comunque consigliabile configurare il router o l’access point per servire la configurazione di rete in modo automatico.

Altre opzioni di iwconfig

Digitando iwconfig –help si otterrà la lista dei comandi che si possono impartire a linux per configurare la connessione con un punto di accesso wi-fi:

Usage: iwconfig [interface]
                 interface essid {NNN|any|on|off}
                 interface mode {managed|ad-hoc|master|...}
                 interface freq N.NNN[k|M|G]
                 interface channel N
                 interface bit {N[k|M|G]|auto|fixed}
                 interface rate {N[k|M|G]|auto|fixed}
                 interface enc {NNNN-NNNN|off}
                 interface key {NNNN-NNNN|off}
                 interface power {period N|timeout N|saving N|off}
                 interface nickname NNN
                 interface nwid {NN|on|off}
                 interface ap {N|off|auto}
                 interface txpower {NmW|NdBm|off|auto}
                 interface sens N
                 interface retry {limit N|lifetime N}
                 interface rts {N|auto|fixed|off}
                 interface frag {N|auto|fixed|off}
                 interface modulation {11g|11a|CCK|OFDMg|...}
                 interface commit

Per altre informazioni leggere il manuale di iwconfig con il comando:

man iwconfig