RaspberryPI su PC! È possibile!!

RaspberryPI Logo

RaspberryPIRaspberryPI, ormai diventato famosissimo tra gli smanettoni di tutto il mondo, è un PC di dimensioni molto contenute che può fare molteplici operazioni grazie al sistema operativo libero Linux e alle varie espansioni hardware disponibili sul mercato.

Molti hanno comprato da subito questa piccola schedina elettronica, altri, come me, ancora no.

Da qualche giorno è disponibile il sistema operativo nativo di RaspberryPI, Raspbian, anche per PC x86!! Vediamone le caratteristiche.

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Clonare Hardisk e Partizioni

Molti sistemi di backup permettono di effettuare copie di sicurezza dei propri dati ma tutti quanti sappiamo quanto possa essere complicato creare un clone del proprio hardisk e della propria installazione e, soprattutto, configurazione software. Ce ne rendiamo conto soltanto dopo aver messo in pericolo il proprio sistema operativo (sia windows che linux) dovendo ricorrere ad una reinstallazione da zero: recupera i drivers di tutte le periferiche, i software e la loro configurazione e personalizzazione, ecc. ecc.

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Ripristinare il bootloader GRUB!!

Vi è mai capitato di far partire per sbaglio il ripristino di emergenza dei computer di marca e di bloccarne il processo restando poi a piedi con il vostro amato linux perché windows, o chi per esso, si è impossessato del bootloader  e non parte più nulla?

A qualche mio amico capitano anche di queste cose. Al boot per errore fa partire la partizione di ripristino e, per evitare danni (dice lui), spegne di brutto il PC. Il risultato è stato l’impossibilità di ripartire in qualsiasi condizione… ecco come risolvere questo tipo di problemi.

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Migrare a Kubuntu

Questo articolo si riferisce ad una versione datata di OpenSuSE ma i passaggi per l’installazione dell’ultima release sono praticamente gli stessi.

Come ottenere Kubuntu 7.04 Feisty Fawn

Dopo aver avuto la possibilità di provare questa distribuzione ho deciso di inserire alcune brevissime note riguardanti la sua installazione. Prima di tutto è però necessario recuperare il disco di installazione di questa versione di Linux.

Fare prima di tutto riferimento al sito ufficiale di Kubuntu (http://www.kubuntu.org) per ottenere eventuali informazioni aggiuntive e la lista dei siti mirror per il download (http://www.kubuntu.org/download.php). Leggi tutto “Migrare a Kubuntu”

Migrare a OpenSUSE

COME OTTENERE OPEN SUSE 10.2

Questo articolo si riferisce ad una versione datata di OpenSuSE ma i passaggi per l’installazione dell’ultima release sono praticamente gli stessi.

Il metodo migliore per ottenere la distribuzione Open SuSE 10.2 è quello di collegarsi con la propria linea ADSL (o chiedere ad un amico di farlo per voi se non avete una linea veloce e soprattutto FLAT-RATE) al sito ufficiale di Open SuSE (http://it.opensuse.org).

L’occhio cadrà subito sulla scritta Ottenere openSuSE presente nella home-page del sito ufficiale di questa distribuzione. Per maggiore sicurezza si consiglia di scaricare esclusivamente la versione dichiarata stabile (versione rilasciata) e non quella probabilmente instabile (versione di sviluppo) che, essendo una versione di transizione tra la stabile attuale e la stabile successiva, è destinata esclusivamente ad un’utenza particolare (coloro che stanno seguendo in modo attivo la nascita della nuova versione). Leggi tutto “Migrare a OpenSUSE”

Migrare a Linux – Premesse

DISCLAIMER

L’autore di questo tutorial non si assume nessun tipo di responsabilità per eventuali danni di qualunque tipo (fisici, monetari, psicologici, perdite di dati, ecc. ecc.) che possano colpire il computer e/o la persona che lo utilizza.
PRIMA DI INIZIARE È NECESSARIO:

  • Eseguire una copia dei dati importanti presenti all’interno del computer
  • Eseguire una copia delle configurazioni dei programmi presenti all’interno del computer
  • Verificare che i requisiti minimi richiesti siano soddisfatti
  • Verificare di aver tempo a disposizione per eseguire tutte le operazioni
  • Verificare di voler veramente tentare la migrazione da Windows a Linux

Molti, prima di voi, si sono affidati alle mie conoscenze in ambiente Linux per iniziare la fase di migrazione e sono rimasti soddisfatti.

Se non volete rischiare nulla per vedere come è fatto Linux scaricatevi una distribuzione LIVE ed usate quella. Non farà sicuramente nulla al vostro disco fisso!!

In poche parole: seguite questa guida a vostro rischio e pericolo!! Qualsiasi cosa succeda io non ne ho colpa!! Leggi tutto “Migrare a Linux – Premesse”

Ubuntu 8.10 – Utilizzarlo da disco esterno USB

Quante volte ci piacerebbe fare come alcuni utenti MAC OS X che si portano dietro il proprio sistema operativo su disco esterno bootabile per lavorare a casa come in ufficio? Forse mai!! Da oggi, comunque, è possibile con Ubuntu 8.10.

Installazione su Chiavette USB

Da questa versione, Ubuntu, include una utility molto interessante che permette l’installazione del sistema operativo su chiavette USB. Purtroppo, tale utility, non lo permette sui dischi esterni USB che sono solitamente molto più capienti. Questa modalità è molto utile per installare il sistema operativo su computer non provvisti di lettore CD come ad esempio gli Asus eeePC.

Vediamo in dettaglio l’installazione su chiave USB. Cosa serve:

  • Ubuntu 8.10 CD (da scaricare e da masterizzare su un CD)
  • Una chiavetta USB da almeno 1Giga da poter cancellare
  • Un PC avviabile da porta USB (vedere nel BIOS l’ordine di partenza delle periferiche)

Inseriamo il CD di Ubuntu 8.10 nel lettore e riavviamo il PC in modalità LIVE, ovvero quella modalità che ci permette di provare la distribuzione senza dover installare nulla sul disco fisso.

Una volta avviato posizioniamoci sul menu Sistema / Amministrazione / Create a USB startup disk. Nella finestra che apparirà bisogna selezionare la sorgente di installazione (di solito il nostro CD-ROM o, in alternativa, un file ISO del CD-ROM stesso) e la chiavetta USB da usare. Fare molta attenzione nella scelta del dispositivo di destinazione perché tutti i dati verranno cancellati.

A questo punto si può scegliere di utilizzare lo spazio rimanente della chiavetta per mantenere i dati di configurazione del nostro sistema oppure di perdere le eventuali personalizzazioni alla chiusura. Scegliendo la prima opzione sarà possibile determinare la quantità di memoria che utilizzeremo per la memorizzazione dei dati.

Un semplice click sul tasto Make startup disk e entro pochi minuti sarà possibile avviare Ubuntu da chiave USB.

I pregi di questo tipo di installazione sono numerosi: maggiore velocità di esecuzione rispetto ad una distribuzione LIVE-CD, maggiore portabilità dato il ridotto ingombro di una chiavetta rispetto ad un CD, funzionalità LIVE con parametri personalizzati che permette di avere a disposizione un sistema operativo in modalità LIVE con le nostre impostazioni personalizzate, dal più banale sfondo del desktop alla configurazione delle impostazioni di rete wireless.

I difetti di questo tipo di installazione sono invece: minore utilizzo su vecchi PC dato che il BOOT da USB non sempre si trova facilmente sui computer vecchi, e per vecchi intendo anche di uno o due anni fa, poco spazio per le impostazioni personalizzate dato che comunque per ora le chiavette non superano i 16 Giga e che comunque il tipo di formattazione FAT16 della chiavetta non permette partizioni più grandi di 4 giga!

Installazione su disco esterno USB

Questa modalità è riservata ad UTENTI ESPERTI in quanto è molto facile incorrere in errori che comportano perdite di dati sui dischi fissi presenti sul PC.

SE NON SEI UN UTENTE ESPERTO, PER FAVORE, USA LA PROCEDURA GUIDATA PER LA CHIAVETTA E NON QUESTA GUIDA!!
Gli autori della guida originale in inglese non hanno dato l’autorizzazione alla traduzione del loro operato quindi mi limito a linkare il loro sito pendrivelinux.com (http://www.pendrivelinux.com/2008/10/15/ubuntu-810-persistent-flash-drive-install-from-live-cd/) dove tutto è spiegato in maniera molto semplice.

Come sempre dobbiamo dotarci di:

  • Disco di Ubuntu 8.10 con il quale fare il boot in modalità LIVE
  • Un disco esterno superiore ai 2 Giga (per dischi fino a 4 Giga consiglio l’installazione automatica)
  • Capacità di usare l’interfaccia a riga di comando
  • Un PC avviabile da porta USB (vedere nel BIOS l’ordine di partenza delle periferiche)

I pregi di questo tipo di installazione sono numerosi: maggiore velocità di esecuzione rispetto ad una distribuzione LIVE-CD e anche rispetto ad una LIVE-USB vista prima, funzionalità LIVE con parametri personalizzati che permette di avere a disposizione un sistema operativo in modalità LIVE con le nostre impostazioni personalizzate, dal più banale sfondo del desktop alla configurazione delle impostazioni di rete wireless, ovunque come a casa è l’impressione che si ha utilizzando un computer diverso dal solito pur mantenendo l’interfaccia alla quale siamo abituati a casa!!

I difetti di questo tipo di installazione sono invece: minore utilizzo su vecchi PC dato che il BOOT da USB non sempre si trova facilmente sui computer vecchi, e per vecchi intendo anche di uno o due anni fa, ingombro maggiore rispetto alla chiavetta USB o ad un Live CD… ma i pregi sicuramente passano sopra a questo inconveniente!!

Attiviamo la password di accesso a Puppy Linux

PUPPY IN PILLOLE

Attiviamo la password di accesso a Puppy Linux

Puppy Linux è nato per partire da qualsiasi supporto senza bisogno di digitare alcuna password e con l’utente root che è colui che può fare tutti i danni possibili e immaginabili!!

Finché si utilizza come sistema LIVE CD (ovvero senza dover installare nulla e comunque solo in modalità di sola lettura) non ci sono grandi problemi ma, se come me, utilizzate Puppy Linux come sistema linux installato e ci memorizzate dati sensibili o comunque personali, è bene proteggerlo come un sistema linux tradizionale.

Prima di tutto assegnamo una nuova password a Puppy Linux che per default ha woofwoof. Per farlo apriamo la finestra del terminale e digitiamo:

# passwd root

Ci verrà chiesta una password e di confermarla. Naturalmente non va dimenticata altrimenti… addio ingresso in Puppy Linux.

Ora dobbiamo, con un editor di testi, modificare il file /etc/inittab e sostituire la riga:

tty1::respawn:/sbin/getty -n -l /bin/autologinroot 38400 tty1

con questa:

tty1::respawn:/sbin/getty 38400 tty1

Al successivo riavvio del computer verrà mostrata la finestra di login nella quale saranno da inserire le credenziali di accesso dell’utente root con la relativa password che è stata scelta poco prima.

Nel caso in cui non partisse automaticamente l’ambiente grafico basterà digitare, al prompt #, startx seguito dal tasto invio.