PhoenixOS… il rivale di RemixOS?

La scorsa settimana vi avevo parlato di RemixOS e dei “rivali” nel mondo dell’Android Desktop. Oggi quindi ho deciso di provare ad installare PhoenixOS ed ecco qui le prime considerazioni al volo…

Prima di tutto bisogna dire che PhoenixOS e RemixOS hanno molte cose in comune e molte da migliorare. Una cosa giusta sarebbe poter unire le loro forze ed uscire congiuntamente con un sistema operativo veramente eccezionale.

Android Lollipop

Phoenix DesktopPhoenixOS è bastato su Android Lollipop 5.1.1, funziona esclusivamente su computer con tecnologia a 64bit ed ha un ambiente desktop molto performante. Purtroppo la procedura di installazione è stata creata per funzionare su Windows e devo dire che è molto user-friendly e funziona molto bene. Gli “smanettoni” potranno effettuare l’installazione anche da Linux estraendo manualmente i files, creando un data disk e inserendo la relativa chiamata nel gestore di avvio Grub… ma ne parliamo tra pochissimo!

Se si è utilizzatori di Windows, scaricare il file dal sito dell’autore ed eseguirlo. Si può decidere di installare il sistema su una chiavetta USB (minimo 8Gb e più veloce possibile) o direttamente nell’hardisk senza compromettere l’installazione attuale di windows. Come dicono sul sito la procedura è del tutto innocua e non partiziona il disco fisso. Verrà creata una cartella contenente Android in versione PhoenixOS e verrà però installata una versione di Grub che gestirà il boot di Windows e Phoenix!

Installazione-Seleziona lingua cinesePochi minuti dopo sarà possibile riavviare il PC e farlo partire con il nuovo sistema. Una breve procedura di configurazione permetterà di utilizzare Android sul proprio computer: la lingua è configurabile, come già avviene con RemixOS, solo in cinese o in inglese (selezioniamo quest’ultimo). I passi seguenti permettono di configurare la rete wireless e, solo alla fine, si può assegnre un nome utente.

Browser in azioneA questo punto tutto è pronto e si può iniziare ad utilizzare Phoenix. Una cosa grandiosa che hanno fatto, per migliorare la compatibilità con le applicazioni per tablet android, è permettere l’utilizzazione del sistema sia in modalità multifinestra che in modalità tablet (monofinestra). La prima cosa da fare è configurare il layout della tastiera e la lingua del sistema così da rendere tutto ancora più facile per noi italiani. Le traduzioni sono quelle ufficiali di android.

Tra i software preinstallati troviamo un browser realizzato con la base di chromium e le app standard di Android. Inoltre, essendo l’ennesimo mod made in China, il software WPS Office, compatibile con Microsoft Office, spicca come una vera e propria chicca.

Naturalmente è presente il Google Play Store che può essere installato, in maniera poco pratica, scaricando un “mod del mod”, ovvero, prelevando un nuovo system.img da questo sito. Il file scaricato andrà posizionato nella cartella “PhoenixOS” avendo cura di eliminare il file “system.sfs” originale. Questa operazione va eseguita naturalmente da windows. Al riavvio troveremo il play store perfettamente funzionante nel menu.

Installazione da Linux

Ma se utilizzo linux non posso installare Phoenix OS in dual boot? La risposta naturalmente è sì! Bisogna solo smanettare un po’ con il terminale e con la configurazione del GRUB LOADER.

Prima di tutto scarichiamo l’installer per windows e, al termine del download, clikkiamoci sopra con il tasto destro e scegliamo di aprire il file con il gestore di archivi per decomprimere il suo contenuto in una cartella di cui abbiamo il permesso di scrittura. Per comodità io ho creato come super utente la cartella PhoenixOS nella root del disco (lo so non è deontologicamente corretto) e gli ho dato i permessi per il mio utente

sudo mkdir /PhoenixOS
sudo chown nomeutente.nomeutente /PhoenixOS

Una volta copiato il contenuto ho creato il file ‘data.img’ al suo interno decidendo anche la sua dimensione. Per farlo ho usato questi comandi:

dd if=/dev/zero of=data.img bs=1M count=1 seek=1024
mkfs.ext4 -j data.img

Il numero 1024 corrisponde ad 1 Giga, ovvero 1024 Mb, se ne vogliamo di più basterà dare un multiplo di 1024. Per 8 Giga, ad esempio, 8192, per 16 Giga 16384 e così via.

A questo punto ho editato il file /etc/grub.d/40_custom come super utente dando il comando

sudo gedit /etc/grub.d/40_custom

ed ho inserito le seguenti linee

menuentry “PhoenixOS” {
set root=(hd0,0)
search –set=root –file /PhoenixOS/kernel
linux /PhoenixOS/kernel quiet root=/dev/ram0 androidboot.hardware=android_x86 SRC=/PhoenixOS
initrd /PhoenixOS/initrd.img
}

Il set root=(hd0,0) sta ad indicare in quale disco ed in quale partizione è contenuta la cartella /PhoenixOShd0 è il primo disco (/dev/sda per intenderci), hd1 il secondo (/dev/sdb) e così via mentre, il secondo numero, indica la partizione dove 0 è la prima e così via. Salvare il file risultante e proseguire con il comando:

sudo update-grub

per informare il boot loader del nuovo sistema operativo installato.

Al riavvio ci troveremo con una nuova voce nel menu del boot chiamata Phoenix OS.

Anche in questo caso si può installare il mod per avere il Google Play Store come descritto in precedenza.

Conclusioni

Dopo aver provato entrambe le distribuzioni, e ricordando che oggi esce anche la nuova beta di RemixOS, devo dire che a livello di stabilità, velocità e riconoscimento hardware è sicuramente superiore Phoenix OS! RemixOS, dal canto suo, ha una procedura di setup più curata e si può far partire da USB scrivendoci direttamente l’immagine del disco tramite l’apposita utility (per windows) o con un semplice comando da linea di comando (se si utilizza linux). Inoltre, RemixOS, esci oggi ufficialmente con la versione a 32bit per computer più obsoleti. In effetti, questo genere di sistemi operativi alternativi, dovrebbero servire anche per risparmiare alla discarica computer ormai non più abbastanza performanti per i sistemi operativi moderni.

Sicuramente sarà una dura lotta tra i due che potrebbe diventare un bel duello a tre con la prossima uscita di Console OS Free.

Restate connessi ad oculus.it e ne scoprirete di nuove ogni giorno.

E voi avete provato RemixOS e PhoenixOS? Quale vi è piaciuto di più? Lasciate un commento all’articolo con le vostre impressioni!!!

Nel frattempo vado a vedere se è già disponibile la beta di Remix!! 🙂

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